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Nextdoor è un insuccesso. Ma funziona alla grande!
ottobre 5, 2018
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Abbiamo provato Nextdoor, la nuovissima App per connettere i vicini di casa, ma l'abbiamo abbandonata subito. Ecco perché.

Siamo degli iscritti della prima ora, su Nextdoor. Agli albori della app eravamo, gps alla mano, gli unici del nostro quartiere. Ma dopo una decina di giorni è stata la rivoluzione.

Facciamo un passo indietro per chi non conosce ancora Nextdoor.

Si tratta di un social network pensato per il mutuo soccorso e l'amicizia fra vicini di casa e basato sulla limitazione geografica: puoi vedere solo le persone del tuo quartiere e, se vuoi, anche quelle dei quartieri limitrofi. 

L'applicazione è stata lanciata negli USA, marchio Silicon Valley, nel 2011 ed è arrivata in Italia dopo aver raccolto, in Europa, oltre 200.000 quartieri iscritti fra Francia, Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna. In Italia, in versione beta, ha raggiunto oltre 30 mila utenti e l'ultima release pare essere quella del boom.

Bisogna registrarsi con nome e cognome e verificare l'appartenenza alla zona tramite numero fisso (ci pare credibile) o posizione del cellulare (metodo davvero lacunoso).

Una volta dentro sarà possibile compilare un profilo tutto tarato sulla vita di quartiere: il tuo indirizzo, da quanto sei residente, dove sei cresciuto, che competenze hai, quali interessi, che cosa puoi offrire agli altri. Non è una banca del tempo, non sei obbligato a barattare servigi, ma ti viene richiesto tutto ciò che occorre per presentare te stesso come membro di una comunità. Insomma: la app non è per gli incontri, quindi non esiste un campo relativo ad altezza o stato sociale.

Che cosa puoi fare una volta dentro alla rete di Nextdoor?

  • Pubblicare annunci nella bacheca (visibile, lo ricordiamo, solo ai membri del quartiere o limitrofi).
  • Scrivere messaggi privati ai vicini di casa.
  • Stalkerare le loro scarne informazioni.
  • Commentare i post in bacheca.
  • Esprimere gradimento ai post altrui mediante un like che qui si chiama "ringraziamento".

Torniamo a noi.

Non appena abbiamo constatato di essere i primissimi del quartiere, ci è arrivata una comunicazione dal sistema: ci facevano i complimenti, eravamo i primi, i pionieri! Eravamo al settimo cielo ma soli, soli mortalmente. Non potendo comunicare con nessuno, abbiamo smesso di utilizzare la app per una decina di giorni , fino quando, cioè, alcuni articoli qui e là e un po' di movimento sugli altri social ci hanno fatto intendere che la cosa si era diffusa e che, forse, qualche vicino aveva fatto capolino.

Rientriamo e su Nextdoor troviamo vita. E quanta! 

I post sono per lo più relativi a degrado urbano, vendite e richiesta di servizi. Pochi, in realtà, davvero pochi annunci per zone di Roma come Prati e Centro Storico, luoghi popolosi ad altissima vitalità. Inoltre i pochi post generavano pochi o zero commenti. Cattura la nostra attenzione, lì in mezzo al mucchio, un post diverso da tutti: qualcuno aveva espresso la richiesta più semplice e più bella che si potesse fare. Il post recitava più o meno così: "ciao, sono nuovo e vorrei conoscere nuovi amici e amiche nel quartiere". 

Sotto, fra i commenti, si era scatenato il mondo intero.

Insomma, alla fine la verità è che vogliamo tutti conoscere altre persone.

Scopriamo che nei giorni della nostra assenza quel post aveva trovato così tanti consensi e risposte da aver dato vita a un "gruppo aperitivo" che si era già incontrato una volta. Il gruppo stava crescendo così rapidamente che qualcuno aveva proposto di spostarsi su Whatsapp per rendere più fluida l'organizzazione. Pertanto ci uniamo anche noi: in un commento al post lasciamo il nostro numero di cellulare. Pochi minuti dopo veniamo scaraventati fuori da Nextdoor e riportati esattamente dove eravamo prima: su Whatsapp. 

Li abbiamo incontrati, poi, i nostri vicini, e ci sono piaciuti! Ma da quel dì continuiamo a raccogliere numeri su Nextdoor e a scrivere tramite Whatsapp, organizzando "birrette al volo", aperitivi dopo il lavoro, passeggiate con il cane oppure utilizziamo il gruppo per trovare parrucchieri bravi e dentisti bravi ma anche economici. Insomma, la app era nata esattamente per questo scopo ma noi non l'abbiamo voluta usare, sfruttandola solo per geolocalizzare vicini di casa

Ci stiamo interrogando sul motivo per cui questo è avvenuto e perchè così rapidamente.

La ragione scatenante, nel nostro caso, è stata la difficoltà di organizzarci per gli incontri tramite commenti al post. Viene tutto molto più facile se si utilizza una app di messaggistica e in questo Nexdoor ha fatto un grave scivolone: puoi inviare messaggi ma soltanto a singoli utenti.

In secondo luogo, l'interfaccia è molto gradevole e la app è fluida, ma non è divertente e smart. Il tono verde e bianco la rende rassicurante e funzionale, ma noi vogliamo tag, gif e video di gatti a pioggia.

Si può dire, insomma, che nel caso di questa significativa zona di questa significativa città italiana, la capitale, la app abbia prodotto gli effetti sperati, ma di suo non abbia funzionato.

Mentre scriviamo, il gruppo sta ammettendo nuovi membri e ci stiamo organizzando per una cena domani sera. Daremo un nome a nuovi volti che magari vediamo per strada tutti i giorni e proveremo sempre di più a darci una mano da bravi vicini.

Solo che, in tutto questo, il dentista economico a Prati non lo abbiamo ancora trovato.

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