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10 cose che devi sapere se vuoi aprire un’azienda di famiglia
Settembre 11, 2017
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Tempo di lettura: 4 min.

Imprese familiari: ah, quanto se n'è scritto!

Gli argomenti su cui si dibatte sono quelli che hanno un maggiore impatto sociale: le questioni legate alla gestione di sistemi complessi e di grandi dimensioni, oppure il passaggio generazionale.

Quello che noterete essere spesso trascurato, invece, sono le dinamiche all'interno di piccole o micro realtà familiari. La nostra ossatura, insomma.

L'italiano, prima di assumere degli estranei, prova a coinvolgere i suoi cari. Prova a lasciare loro quello che ha creato, oppure, semplicemente, lo crea con loro.

Qualcuno di voi si sta rivedendo in quello che scrivo, vero?

State pensando a un negozio, alla società di un vostro genitore, alla startup che state fondando con i vostri fratelli.

Ho lavorato quasi sempre in aziende di tipo familiare, amandole e studiandole a fondo nelle loro bizzarre dinamiche. Ecco alcune cose che devi sapere se vuoi aprire un'azienda di tipo familiare!

1

"Azienda familiare" non è un modo di dire: è disciplinata con precisione dal Codice Civile fin dal 1975, all'art. 230bis (1)

2

Esiste anche l'impresa coniugale.  Che però non è molto friendly: la gestione comune dell'impresa dà adito a questo solo se, come dice il nome stesso, si è sposati(2).

3

Se ci sono dubbi sulla suddivisione dei ruoli, sappi che i soci possono anche restare nell'Olimpo dell'assemblea. Affida la gestione a un direttore generale nominato dalla stessa: farai contenti tutti.

4

Scrivi il tuo business model, redigi il piano strategico e il piano marketing. Poi osserva tutte queste belle carte andare in fumo nel fuoco di una lite al pranzo di Natale, quando non varrà più nulla di quanto hai scritto e pensato, travolto dai pareri di tutti. Perchè l'azienda di famiglia ragiona come si ragiona in famiglia. E ne dovrai SEMPRE tenere conto.

5

L'azienda di famiglia è molto fragile, perché si nutre di sentimenti umani. Questo causerà problemi nella gestione. Ma è anche piena di risorse, perché si basa su valori condivisi antichi e veri. E questo piacerà al mondo là fuori: i clienti, gli investitori, la società.

6

Le aziende familiari si possono ammalare. Si chiama “Sindrome dei Buddenbrook”: come nell’opera omonima di T. Mann, che narra le nefaste vicende della famiglia di commercianti Buddenbrook, l’azienda familiare si confronta con la questione della trasmissione dell’imprenditorialità di generazione in generazione. Il processo di declino può arrivare entro quattro generazioni. Ma niente paura, la sindrome si può prevenire!Continua a leggere.

7

Il passaggio generazionale in una impresa familiare è un processo innovativo e ogni processo innovativo, secondo Schumpeter, conduce l’impresa a un nuovo modello (o “paradigma”) organizzativo. Come resistere alla distruzione-creatrice? Restate saldi sui valori fondanti. In questo modo l'anima della ditta resterà sempre fedele a se stessa.

8

 Se l'azienda di famiglia deve "saltare una generazione", perchè le persone nell'asse ereditario non si rivelano all'altezza, puoi fare come hanno fatto i familiari dell'instagrammer Gianluca Vacchi oppure costituire un trust. Il trust è un istituto giuridico di legge inglese che ti consente di segregare gli asset patrimoniali in favore di una loro migliore gestione, a beneficio per esempio dei tuoi nipoti o pronipoti. E del tuo marchio, della tua storia. In Italia non sono moltissimi gli studi legali che lo sanno trattare, ma si sta diffondendo sempre di più (3).

9

L'azienda è un bene ereditario bizzarro, perchè non si può trasferire con un semplice testamento, ma durante la vita dell'imprenditore. Infatti la successione in azienda si deve pianificare, quindi comincia molto prima che l'imprenditore venga a mancare, ossia quando è nel pieno delle forze ed è in piena attività in azienda.

10

Uno dei più noti passaggi generazionali da manuale della storia fu attuato da Carlo Magno, che era ancora in vita quando i figli Carlo, Pipino e Lodovico I il Pio ereditarono il Regno di Francia e il Sacro Romano Impero. Super-Carlo pianificò la successione nel suo regno, si preoccupò della formazione degli eredi (affiancò infatti Ludovico, unico superstite
fra gli eredi, nei primi anni del Regno di quest’ultimo) con l'obiettivo della conservazione dell'impresa e dell’armonia dei familiari (4)

11 (extra bonus)

Se i galli nel pollaio sono troppi, ricorda che anche una piccola o micro impresa può imitare, in forme diverse, quello che fanno diversi  grandi imprenditori italiani: Una holding e una sub-holding per figlio; fondazioni; patti di famiglia. Sono tutti strumenti che concettualmente puoi replicare anche in piccole realtà (5)

Note

(1) E ricorre quando quando un imprenditore individuale assume come collaboratori dei familiari strettiche svolgono in modo continuativo la propria attività all’interno dell’impresa.

(2) Legge sul diritto di famiglia (l.19/5/1975 n.151) e in particolare all’art. 177 lett. D del c.c., dove si dice che: “sono oggetto della comunione legale le aziende costituite dopo il matrimonio”.

(3) Chiedi da Coaster, ti spieghiamo come funziona e potrai fare due chiacchiere con un professionista.

(4) Ecco che cosa diceva nell’ 806 D.C. nel Divisio Regnorum e con quanto senso pratico, riferendosi alla spartizione fra i tre eredi: "Onde non lasciarli in una situazione confusa e disordinata che, se il regno dimorasse indiviso, potrebbe generare controversie e litigi, nel dividere tutto il regno in tre parti abbiamo fatto mettere per scritto e stabilire con precisione quale parte ognuno di loro
debba governare e difendere. In modo che, ognuno contento della parte che gli spetta, secondo le nostre disposizioni, cerchi con l'aiuto di Dio, di difendere i confini del suo regno che si stendono verso il nemico e mantenga rapporti di pace e d'amicizia con il
fratello".

(5) Detta così sembra sibillino. Per ogni realtà ci sono strumenti diversi per ottenere gli stessi risultati, ossia salvaguardare i rapporti familiari e non danneggiare la macchina-impresa.

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