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Andrea Stefani e PGA per imparare a decidere sul filo del fuorigioco
Febbraio 28, 2017
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Una mattinata informale che ha favorito – complici cappuccini e crostate – una vivace correlazione di pensieri nell’ascolto dei racconti di Andrea Stefani, guardalinee che ha raggiunto le vette del ruolo, in campo anche nella finale dei Mondiali del 2014. Scopriamo che oltre a praticare questa passione è anche manager e imprenditore nel marketing. Questo trasforma le sue parole in moderne parabole del business, alimentate anche da un botta e risposta brillante fra lui e Alessandro Perini, founder di PGA – Strategia e Organizzazione, importante realtà della consulenza direzionale in Italia, accanto a noi da anni.

“Un arbitro è un calciatore fallito; un guardalinee è un arbitro fallito. Come arbitro, mi ero fermato al livello regionale. E volevo di più. Ho accettato il mio fallimento prima come calciatore, poi come arbitro e sono diventato guardalinee. Ho seguito la mia passione, mi sono preparato e un giorno mi sono trovato in quel tunnel, quello che porta al campo da gioco in cui si disputerà una finale del Mondo di calcio. Chiunque giochi a calcio sogna di essere lì un giorno. Pochissimi ci riescono. Io ero lì. Come guardalinee: ma ero lì.”

Non vi racconteremo dell’analisi divertita e professionale che ci ha fatto dei video dal campo, né delle interpretazioni in chiave business dell’audio fra guardalinee e arbitri in Champions League; vi racconteremo, piuttosto, quello che abbiamo imparato noi da questa mattinata insieme, in un decalogo che decalogo non è: abbiamo superato abbondantemente i dieci punti.

  1. Impara a memoria il regolamento. Anche quando credi di conoscerlo a menadito, ripetilo prima di ogni prova. La preparazione è la base di tutto, sempre.
  2. Impara a guardare in due punti diversi. Contemporaneamente.
  3. Accetta un downgrade, poi dai il massimo, per raggiungere la vetta in quello che stai facendo.
  4. L’imprevisto è il vero avversario. Impara a sviluppare una preparazione tattica. L’imprevisto si può prevedere.
  5. Per prepararsi al meglio è indispensabile il confronto con gli altri. Ogni guardalinee resta nella propria metà campo durante l’intera partita. Conoscerà le caratteristiche dell’attacco di una squadra, non quelle della difesa e viceversa. Sarebbe stupido non confrontarsi fra guardalinee per prepararsi reciprocamente al secondo tempo.
  6. A un evento straordinariamente importante non si risponde con un colpo di genio ma con una grande preparazione di base. Questo aiuta a sostenere una grande pressione.
  7. Anticipare sempre l’evento. Non aspettare che si verifichi qualcosa ma porsi già in un atteggiamento di “accompagnamento” dell’accadimento futuro. Come fa il guardalinee quando interpreta un movimento dell’attaccante e scatta per correre in linea con lui, non limitandosi a “raggiungerlo” a cose fatte.
  8. Anche se non è esattamente ciò che volevi diventare, se davvero ami qualcosa allora farne parte ti darà comunque una grande gioia. Non abbatterti mai: potrai comunque avere un ruolo di servizio e funzionale. Tu servi, c’è bisogno di te nel team, anche se non sei il leader.
  9. Un downgrade in termini di ruolo potrebbe essere un upgrade in termini di possibilità.
  10. Il tuo ruolo potrebbe essere valutato per l’errore, al pari del guardalinee, che viene ricordato solo quando sbaglia. Dunque fai sempre tutto bene. Devi essere a prova di errore.
  11. L’errore ci sarà. Se sbagli vai avanti. Non perdere tempo a minimizzare quello che è successo. La partita continua. Rientra in campo e gioca il secondo tempo. Trova il modo migliore per riprendere l’assetto e perseguire l’obiettivo finale. Questo ti farà onore e potrà annullare l’errore che hai fatto.
  12. Evita con tutto te stesso un secondo errore a breve distanza. Evita di ripetere l’errore già fatto.
  13. Crea degli automatismi nel tuo mestiere. Lo farai con tanto allenamento, con tanta esperienza nel tempo.
  14. L’obiettivo della squadra è sempre prevalente rispetto alle questioni di torto o ragione in campo.
  15. Individua un mentore che possa valutare dall’esterno il tuo o il vostro operato. Approfitta della pausa fra il primo e il secondo tempo per fare un debriefing. Il team deve imparare a conoscersi, tararsi, crescere e migliorare.

Grazie al dr. Andrea Stefani e grazie a PGA Strategia e Comunicazione che ci ha regalato un momento di formazione intenso e prezioso!

 

 

 

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