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E tu? Ce l’hai una filosofia?
novembre 27, 2018
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La nuova cultura di impresa è forgiata dagli innovatori degli anni 2000, che propongono garage-startup e modelli preconfezionati tecnologici, snelli e sostenibili.

Eppure, a ben vedere, un cambiamento globale in questo senso non è ancora avvenuto, perché il principale cambiamento deve avvenire nell'animo delle persone. Ecco perchè, più che di una cultura di impresa, avremmo bisogno di diffondere una nuova filosofia.

 

Quando nel nostro lavoro dichiariamo qual è "la nostra filosofia", intendiamo davvero parlare di questo?

Attività di pensiero che attinge ciò che è costante e uniforme al di là del variare dei fenomeni, con l’ambizione di definire le strutture permanenti della realtà e di indicare norme universali di comportamento.

(Enciclopedia Treccani)

È un termine che va usato con grande consapevolezza. Quando diciamo che abbiamo una filosofia vogliamo intendere che ci adeguiamo a una corrente di pensiero universale? Oppure in realtà stiamo parlando della nostra "vision", oppure dell nostro "stile imprenditoriale"? Questi ultimi sono qualcosa che muove dall'alto (è l'imprenditore che dà un'impronta a ciò che sta sotto) e sono a loro volta ben diversi anche dalla "cultura di impresa". La cultura di impresa è qualcosa che parte da dentro, dalla pancia dell'impresa e che viene fuori dal lavoro di costruzione che fanno imprenditore, brand, persone, storia dell'azienda (l'identità di un'azienda, concetto premiante e ossatura del tessuto imprenditoriale - padronale - italiano).

Torniamo alla filosofia: è qualcosa che nasce per diffondersi, per venir detto e venire adottato, che può coinvolgere non solo una singola azienda ma una moltitudine e un intero ecosistema. È qualcosa di non individuale.

Una filosofia può esprimere una corrente di pensiero e investire una intera epoca, forse anche cambiare un paradigma (è alla base della teoria evolutiva di impresa!). La filosofia di impresa può partire da una singola azienda e poi diffondersi e venir applicata altrove.

È il caso dello Stato Sociale olivettiano, una realtà possibile, che amiamo, che fa scuola a livello umano e sociale. Oppure dell' impresa umanistica di Cucinelli, che ha invece grandi affinità con le benefit corporation ("dove la ricerca del profitto possa essere conseguita senza recare danno all’umanità"). Rientra in questo ambito anche la filosofia della qualità totale di Toyota, poi esportata in Ford e in tutto il mondo: qui la persona/utilizzatore finale è al centro e l'azienda ha il compito e il dovere di compiere qualsiasi azione con l'obiettivo della sua soddisfazione. L'unica via possibile è la ricerca della qualità totale, dal fattorino fino al presidente.

Più ampiamente, nell'alveo dell' impresa morale possiamo ritrovare diverse correnti con una propria peculiarità, che è la declinazione nel tempo e nel luogo in cui sono sorte ma che sono per lo più accumunate da una interpretazione "intorno all'essere umano" del ruolo dell'azienda.

Nel nostro sito, come nella nostra presentazione personale, facciamo coesistere due messaggi: la nostra visione imprenditoriale (la vision che ci insegnano all'università) e la nostra filosofia, quella di cui vogliamo essere portatori per cambiare quel pezzettino di qualcosa che possiamo cambiare nel nostro piccolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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