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In crisi il Cinema italiano. Oppure no? Il peso di Netflix.
Gennaio 11, 2018
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È di questi giorni la notizia dei dati definitivi del 2017 sull'andamento del settore cinematografico in Italia.

Un'ecatombe.

CINETEL_2017_2018_SINTESI(Fonte: Anica)

Al coffice, fra un caffè e una torta, sono nate delle scuole di pensiero. 

"È colpa di diversi fattori, primo fra tutti la crisi", dice il coworking manager Vincenzo.

"No: è colpa della TV on demand", risponde qualcuno.

Abbiamo voluto confrontare i dati e i trend per capire se vi fosse una correlazione. Scoprite che cosa abbiamo concluso e diteci la vostra!

  1. Il fatturato del settore dal 2012 al 2016  è stato pressoché stabile (basti guardare i dati di ANICA). Il calo del fatturato che sta allarmando l'Italia riguarda esclusivamente il confronto fra il 2017 e il 2016.
  2. Nel 2016, nel medesimo periodo, si gridava alla crescita del settore. Tale crescita è effimera: contiene infatti un outlier (cioè un valore anomalo). Sapete qual è? Il film di Checco Zalone. Forse non tutti sanno che, da solo, ha contribuito al 34% del fatturato delle produzioni ITA (commenti a seguire). In pratica, senza di esso il 2016 sarebbe stato un anno normale (in senso matematico e letterale del termine).
  3. Paniere dei beni ISTAT, comportamento di spesa delle famiglie. Secondo il nostro istituto di statistica...non sapremmo come dirlo diversamente: si mangia di meno ma ci si diverte di più.

Il campione osservato dall'ISTAT è quello di nostro interesse. E non sembra che la crisi economica, stabilizzatasi da anni, abbia impatto sulle spese per l'intrattenimento, che anzi aumentano. Bisogna ricordare che questi sono valori percentuali, non assoluti. Non vuol dire, insomma, che la famiglia italiana spenda di più al cinema che al supermercato. E sicuramente vuol dire che la crisi non ha evidentemente influito su questa voce di spesa in questo ultimo biennio.

4. Contenuti on demand:

In Italia gli utenti di contenuti video OTT (Over the Top) sono cresciuti di 2,9 milioni raggiungendo quota 19,1 milioni nel periodo settembre 2016 – luglio 2017

(Corriere della Sera, 05/10/17)

Gli utenti di questo tipo sono definiti "OTT" (Over the top) e in Italia sono cresciuti ben del 18% rispetto al 2016, per quasi 3 milioni e il loro profilo è quello dell'utente cinema (genericamente definito come uno spendente sopra i 16 anni). Il 52% degli utenti fruisce di video OTT free fuori casa, contro il 30% dei video OTT Pay . Tra i contenuti più visti: Cinema e Serie TV. Qui trovate l'articolo completo.

Sono dunque quote rubate al cinema? No, secondo noi.

Alla luce della brevissima analisi qui sopra, la situazione pare chiara: i titoli lanciati nell'ultima settimana non corrispondono al vero, in quanto il settore cinema NON è in crisi rispetto agli ultimi 5 anni, ha solo subito un ribasso rispetto al 2016, in quanto il 2016 stesso ha avuto un picco alto dovuto, in pratica, all'effetto-Zalone. Diciamo di più: la stabilità del settore si unisce all'aumento di utenti di tv on demand a pagamento.

Insomma: l'Italia è tornata a guardare i film e a pagare per questo. In considerazione delle nuove produzioni italiane su Sky e Netflix, siamo più che fiduciosi che la payTv non stia che sostenendo la crescita di una delle nostre principali industrie.

Finalmente!

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