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L’immobiliare? Non è immobile! Ecco le idee più cool nel proptech
Maggio 29, 2019
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Si chiamano proptech: sono le tecnologie per il settore immobiliare, dove l'ingegneria finanziaria si incontra con il digitale e asseconda i nuovi bisogni, dando vita a prodotti innovativi di impatto dirompente.

Il Real Estate è storicamente un settore tradizionale, lento nella sua evoluzione. Dagli anni '80 in poi ha saputo cogliere le opportunità della tecnologia e trasformarsi: sono nati nuovi servizi e nuove professioni. Sì: dietro alla compravendita di immobili non c'è niente di immobile. È un mondo popolato da startup: alcune sono unicorn e tutte, in generale, dipingono non solo l'evoluzione (naturale?) di un settore commerciale, ma anche la trasformazione di una mentalità.

Secondo il guru del proptech e influencer James Dearsley, il proptech "describes a movement driving a mentality change with the real estate industry and its consumers regarding technology-driven innovation in the data assembly, transaction, and design of buildings and cities.

Vengono ben raccontate dal monitor del Politecnico di Milano, centro nevralgico per la ricerca sull'innovazione in Italia, che ci aiuta a fare un excursus sulla materia (trovate il link al report in fondo all'articolo).

Si può quindi parlare di una prima fase nascente del fenomeno PropTech già tra il 1980 e il 2000, che può essere definita PropTech 1.0 (Baum, 2017). Qui si sviluppano società che sfruttano il computer e, più tardi, internet per occuparsi della messa a disposizione e della elaborazione di dati informatizzati sugli immobili (es. Property Market Analysis, Autodesk, Argus).
L’evoluzione di questo settore di business nel PropTech 2.0 avviene nel primo decennio del XXI secolo e
si estende fino ai nostri giorni, basandosi principalmente sulla comparsa online del mercato residenziale (es. Zoopla e Zillow) e più in generale sullo scambio di beni immobili. In questa fase, la chiave di volta per lo sviluppo del business corrisponde a risorse come l’e-commerce, i social network, i software open source e altre piattaforme online, sulla scorta della rivoluzione lanciata da Amazon in campo commerciale. 

(Bellintani, S., Ciaramella, A., Celani, A., Magnani, M., & Tagliaro, C. (2018). PropTech Monitor. Tecnologie,
strumenti e servizi innovativi per il Real Estate. Politecnico di Milano, Milano).

Sempre secondo il Politecnico è la tecnologia blockchain quella che determinerà il salto nel Proptech 3.0, perchè rivoluzionerà l’attuale modalità di gestione delle transazioni online, andando teoricamente a "bypassare le tradizionali intermediazioni a garanzia della fiducia e validità dello scambio" con sistemi come quello degli smart contracts (di smart contracts parleremo presto in un articolo).

Il proptech ha quattro espressioni:

  • Real Estate Fintech (include il crowdfunding per l'immobiliare)
  • Smart Real Estate (come per esempio la realtà virtuale o aumentata, gli smart buildings)
  • Sharing Economy (Esatto: noi! Ma anche le piattaforme domanda-offerta per il residenziale breve)
  • Professional Service (aziende che si occupano per te, per esempio, della gestione di AirBnB o booking.com)

L'impatto del proptech, però, è più chiaro se andiamo nel concreto. Abbiamo scelto alcuni esempi: sono aziende e servizi che conosciamo direttamente. Scoprirete che alcuni fanno già parte della vostra quotidianità. Per noi anche fisicamente: una è qui da Coaster!

COWORKING

Grandi building, come quelli che nelle pance delle banche da troppo tempo - cambiano completamente vocazione: grazie a virtuose operazioni, alleanze di capitali, fondi che credono nella sharing economy e gestori top level vengono convertiti in ampi spazi di lavoro condiviso. Questo è il trend, finalmente, anche in Italia, dove Copernico, per esempio, ha intuito che nel coworking sta il valore aggiunto rispetto al semplice temporary office.  L'espansione di grandi operatori diffonde la cultura del coworking e aumenta la domanda, agevolando anche i piccoli spazi.

CROWDLENDING IMMOBILIARE

Puoi polverizzare una multiproprietà in Sardegna e comprarne un granello con 100 Euro. Che ti darà la sua piccola, ma dignitosa, rendita. Questo è quello che fa Housers, fra gli altri, piattaforma di crowdlending immobiliare con annesso marketplace (una piccola "borsa"). Più precisamente, Housers si definisce piattaforma di crowdfunding, perchè di fatto si fa un investimento collettivo per raggiungere un goal finanziario che consentirà la costruzione o la ristrutturazione di una proprietà immobiliare. La partecipazione avrà un ritorno economico che deriva dai rendimenti sugli affitti e sulla vendita dell’immobile. Una piattaforma di disintermediazione, dove si investe direttamente con rendite medie intorno al 9%. "Quando l’immobile verrà venduto, entro il termine stabilito, ti verrà restituito il capitale prestato e riceverai una quota della plusvalenza proporzionale al tuo investimento".

INSTANT BUYER

Del Real Estate Fintech fanno parte anche le innovazioni nel brokerage. Casavo è il primo instant buyer italiano: una piattaforma online che abbrevia i tempi di vendita di un immobile (vendita entro 30 giorni). Il venditore non sostiene costi. Riceve un'offerta da Casavo trasparente, basata su valutazioni dell'immobile effettuate con un perito. Dove guadagna? Nello sconto che applica sul prezzo di mercato.

PROPERTY e FACILITY MANAGEMENT

Nell'ambito della sharing economy, oltre agli immobili, si sono evolute anche le figure professionali. Nuove competenze e know-how connesse all'evoluzione non solo degli strumenti, ma anche della modalità di fruizione degli spazi. Il property management comprende professionisti in web marketing o nel digitale, che sanno tenerti sempre occupata la casa vacanze incrociando Booking, AirBnB e tutto il resto. Ci poi i professionisti del settore: aziende specializzate nel property di case vacanze tutto incluso. Come OPTIMUS HOST, realtà internazionale ma con un founder tutto italiano e... coaster. OPTIMUS HOST gestisce tutti gli aspetti dell'attività ricettiva in modo che proprietario non debba preoccuparsi di nulla: questi percepirà direttamente la rendita dell'immobile, che l'azienda di management mira a a massimizzare.

Rientra qui anche facility management per gli spazi di lavoro condiviso: mentre esistono le scuole alberghiere, infatti, non esiste ancora una scuola per i coworking manager. COASTER sta lavorando in questa direzione: stay tuned!

Qui puoi scaricare il report del Politecnico.

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