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Semiolab: l’università entra nei coworking con Tiziana Barone
Luglio 2, 2019
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COASTER è stato fra i protagonisti del #Semiolab2019 di Tiziana Barone, nostra coworker ed esperta di semiotica dell'Università La Sapienza di Roma!

Il #semiolab2019 ha avuto l’intento di indagare semioticamente i testi spaziali del B2B. Partendo dal concetto di “Innovazione” il semioteam (composto da alcuni studenti del corso di Organizzazione e Marketing della Sapienza e dalla tutor Tiziana Barone) ha effettuato principalmente rilevazioni etnografiche al fine di riscontrare come questo concetto venga applicato allo spazio, per motivarne l’impatto sulle nuove pratiche di lavoro rispetto al concetto  di “Benessere”.

Sono stati presi in esami quattro spazi di lavoro sul territorio romano: COASTER, eFM, Impact Hub, TAG.

Con Coaster, inoltre, è stato organizzato un evento chiave a chiusura del #semiolab2019: quello con Ahmed Barkhia per parlare di semiotica e innovazione.

Per quanto riguarda invece i risultati della ricerca, saranno illustrati da Coaster il 9 luglio con un evento ad hoc! Vi aspettiamo alle 19.00.

 

COASTER: Tiziana, che cos'è esattamente il semiolab?

TIZIANA BARONE: Dopo 5 anni di continui esperimenti accademici sulla tematica della semiotica dello spazio espositivo (commerciale e museale), quest’anno abbiamo voluto dargli un ambiente di sviluppo più strutturato. È così che è nato il #semiolab! Un format di ricerca messo a punto tramite un project-work che ha voluto indagare semioticamente gli spazi di lavoro condiviso usati nel B2B.
Da una ricognizione bibliografica ho visto che almeno in Italia, e nel nostro periodo storico non ci sono ricerche che trattano in maniera approfondita questo aspetto. Nella considerazione che gli spazi di lavoro, essendo vissuti e praticati per gran parte della
giornata, incidono con le loro caratteristiche, sulla produttività del lavoratore e soprattutto sulla qualità di vita della persona (il “lavoratore” è solo uno dei ruoli della soggettività umana).
Ho deciso pertanto di affrontare scientificamente questa sfida impostando dei veri e propri step di ricerca.

 

C: Nella pratica che cosa avete fatto? 

TB: Siamo partiti dal concetto linguistico di “Innovazione”. I dati sono stati raccolti con metodo etnografico su di un corpus precostituito secondo criteri di pertinenza scientifica su alcune aziende romane, e poi elaborati secondo la metodologia semiotica.
Sono stati realizzati tre momenti di incontro con tre professionisti che ci hanno permesso di capire davvero che significa innovazione:

1. Meet up con il “testimonial” del concetto di innovazione;
2. Applicazione del metodo Lego Sirious Play alla linguistica;
3. Semiotica del progetto editoriale;

 

C: Risultato?

TB: abbiamo raggiunto l’obiettivo! Siamo stati in grado di riscontrare effettivamente come questo concetto di innovazione venga applicato allo spazio (dobbiamo ancora implementare la ricerca con la parte quantitativa), seppur valorizzato differentemente dalle aziende e  dallo spazio stesso in modo da motivare e misurare l’impatto sulle nuove pratiche di lavoro rispetto a quello che è il concetto di “Benessere”, delineando le implicazioni in termini di “Wellness lavorativo”.

Insomma, anche la ricerca dimostra che uno degli elementi chiave dello smart working è elemento essenziale per il benessere, dunque potenzialmente anche del welfare aziendale (ricorderete senz'altro Space Workers).

Vuoi scambiare due chiacchiere con Tiziana Barone // PHD Semiotics Marketing Analyst ? La trovi da Coaster!

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