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Smart working e come farlo: 3 casi in Italia.
novembre 9, 2017
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Smart working in un'azienda con dipendenti. Puoi farlo per:

// il benessere dei dipendenti in azienda

// il benessere dei dipendenti fuori dall'azienda

// il benessere della tua azienda

Attenzione, qui ci viene incontro il welfare aziendale. Perché parliamo di una filosofia, di un paradigma da calare sul mondo azienda che va ben al di là del modello "buoni pasto". Quelli, sostanzialmente, vengono erogati come forma di addizionale alla retribuzione fuori busta paga. In un sistema di welfare aziendale (ma qui ne parleranno molto meglio i nostri relatori a Space Workers) non conta solo il contributo economico dell'azienda al singolo dipendente, ma tutti i cambiamenti e gli adattamenti che l'imprenditore ha davvero introdotto nella propria struttura per favorire il benessere di chi vi lavora. Ecco perché, a maggio 2017, lo smart working è entrato di diritto fra gli elementi del welfare.

Secondo la SDA Bocconi, lo smart working inteso come "lavoro fuori dall'ufficio" è ok se viene realizzato in un coworking come è il nostro, perché non hai distrazioni, non hai tv e pappe, non hai il toner che è finito e la solitudine e invece hai la fibra, una stampante che funziona, contatti.

Si parla di smart working anche dentro alla sede dell'azienda. Ah, quindi non significa "Telelavoro"? No, non significa telelavoro.

Non a caso, molti articoli a riguardo cominciano con "Azienda dice addio alle scrivanie: ora arrivano i pouf". Ecco, è qualcosa del genere.

Guardate un po' come lo hanno fatto questi brand. E alcuni qui, proprio qui a Roma.

American Express

Ha eliminato 300 scrivanie nella sede di Roma e ha lasciato "a casa" altrettante persone.

Già. Con il progetto "Blue Work", già dal 2015 ben il 30% dei dipendenti ha potuto lavorare dai luoghi che preferiva, ovunque e a qualsiasi ora. Conta l'obiettivo. Lo smart working è stato introdotto negli uffici romani (come test europeo) dopo esser stato sperimentato con successo nell'HQ americano. Lo scopo è stato dare valore non al tempo passato in ufficio, ma il risultato raggiunto. L'esito? Un comprovato miglioramento della qualità della vita e nel risultato.

Highlight: pensate anche alla riduzione dei costi dati dalla diminuzione di un terzo delle persone in un ufficio e all'impulso alla tecnologia e alla digitalizzazione che necessariamente deve investire tutto il personale, per coordinarsi da remoto.

Siemens

Da gennaio 2017, Siemens ha deciso di puntare tutto sul lavoro agile. Il progetto si chiama "Siemens office" ed è stato concordato, come sempre avviene per le grandi aziende, con i sindacati. Tutto il personale di Siemens è stato coinvolto, all'infuori di chi si occupa di attività di manutenzione nelle sedi.  Il processo, però, è stato graduale ed è cominciato già dal 2011: dei pionieri. Il funzionamento prevede di valutare l'operato delle persone non in base alle ore trascorse in ufficio ma in base alla produttività effettiva. Come? Abolendo il cartellino ed escludendo dai criteri di valutazione del lavoro il mero conteggio delle presenze/assenze.

Highlight: notiamo l'incredibile abolizione del cartellino, che per chi lavora nelle HR in grandi aziende è quasi una necessità (il cartellino automatizza tutti i conteggi di ore lavorate e straordinari). Ora, semplicemente, non serve più farlo. Siamo davanti a una rivoluzione organizzativa.

Ferrero

Da aprile 2017, di concerto con i sindacati, la Ferrero ha avviato un progetto pilota per 100 dipendenti,  che potranno lavorare un giorno alla settimana in luoghi diversi dall'ufficio per favorire il work-life balance. La missione per Ferrero è rafforzare la fiducia tra l’azienda e il collaboratore, valorizzando la responsabilità individuale. Non solo. Ferrero sottolinea, nei propri comunicati a riguardo, di porre attenzione anche alla sostenibilità ambientale, per via delle oggettiva riduzione della pendolarità che l'azienda sarà in grado di produrre quando estenderà il progetto a tutti i lavoratori. La decisione sarà presa entro la fine dell'anno: vi aggiorneremo!

Highlight: l'azienda metterà le persone in condizione di lavorare a distanza, dotandoli delle tecnologie necessarie.

Bonus track:

da Coaster ci sono e sono passate aziende come Teia Technologies, Domec Solutions, Catawiki, Supersport Network, Tascout e molte altre che hanno già in sé, nella propria natura, lo spirito dello smart working e che sono state in grado di impostare fin da subito questo approccio in tutti i processi. La differenza sostanziale che notiamo, rispetto alle storie raccontate, è che le persone in questi casi non hanno dovuto essere educate al lavoro agile ma erano già in grado di farlo, anzi: le imprese che vediamo da Coaster basano su questa flessibilità la propria forza e valore aggiunto. In pratica: potreste mai immaginare i nostri coworker rinunciare a una call con un importante cliente solo perché si deve tenere alle 22.00 per via del fuso orario?

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