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Space Workers – Car sharing + smart working: è amore?
dicembre 5, 2017
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Quando abbiamo proposto a Car2Go di essere con noi a Space Workers per parlare di smart working, è stato subito chiaro: parlavamo la stessa lingua. Strano, visto che veniamo da continenti diversi. Car2Go è un colosso del car sharing, quello che ce lo ha fatto conoscere in Italia. La nostra è la settimana dello smart working, dove si parla di welfare, conciliazione vita-lavoro, produttività aziendale. In uno spazio di coworking.

Che cosa ha davvero in comune il car sharing con il lavoro agile? Qual è la connessione, se non un parallelismo in termini di “flessibilità” nei tempi e nel movimento?

Ebbene, proprio da questa constatazione è partita l’analisi di Fabio Franchi, Sales&Marketing Specialist di Car2Go, fra gli speaker che hanno arricchito il programma di “Space Workers – missione: nuove forme di lavoro“.

Abbiamo cercato, insieme, fra confronti e scambi, di capire quale sia la correlazione fra la diffusione crescente dello smart working e l’ utilizzo del car sharing, due considerazioni avvalorate dai dati (si vedano gli ultimi studi del Politecnico di Milano) e confermate dalla nostra quotidianità.

Con la sua presenza in 8 paesi in tre diversi continenti, Car2Go ha decisamente il polso della situazione.

Ecco il profilo dell’utilizzatore di Car2Go.

questo è il profilo dello smart worker in Italia:

Praticamente identici.

“Lavorare smart è anche vivere smart. Car2Go l’ha capito e ha attuato da tempo diverse partnership strategiche in questo senso, coinvolgendo spazi di coworking e adattando l’offerta – anche quella business – all’esigenza degli smart worker”, afferma Franchi.

«Oggi smart working e smart sharing vanno di pari passo. Per i lavoratori del futuro non esiste il concetto di ufficio o mezzo di trasporto fisso. Si può condividere tranquillamente un veicolo o uno spazio, liberandosi di tante preoccupazioni».

Il punto di contatto è nello stile di vita. Il cambiamento di stile di lavoro è prima di tutto il cambiamento dello stile di vita, continua Franchi. Chi utilizza il car sharing è una persona avvezza alla tecnologia, che prenota con una app il veicolo più vicino, che accetta il compromesso di non utilizzare un’auto propria, che si affida a quello che c’è lì e ora. È una persona che gestisce la propria vita e i propri orari con questa modalità e che apprezza di non avere perdite di tempo, visto che può circolare dove vuole e ha infinite opzioni di parcheggio in più rispetto al normale.

Lo stesso concetto si applica al coworking. Non utilizzo un ufficio personale, ma un ufficio condiviso. Lì non ho perdite di tempo, pago per ciò che utilizzo. E ho delle opportunità professionali in più rispetto a quelle che mi creerei da solo fra le mie mura.

La scelta del mezzo è strategica. Smart for Two è l’auto da città per eccellenza, con le dimensioni da parcheggio urbano. Ma Car2Go nasce come risposta di Daimler (Mercedes) alla crisi. Ha arricchito infatti la propria offerta destinata al target medio, proponendo non più la “proprietà” ma il “consumo” dell’automobile: quando il settore automotive attraversava la sua più profonda crisi, il colosso ha intercettato questo cambiamento. Cambiamento, per l’appunto, negli stili lavorativi e dunque di vita.

La perfetta coincidenza dei profili dei nostri utilizzatori non lascia dubbi: le strade sono le stesse, per chi non ha confini di tempo e spazio nel lavoro e nella vita. Chi intende modificare il proprio modo di lavorare e orientarsi allo smart working, anche in seno a un’azienda, dovrà necessariamente modificare anche altri costumi, come quello della mobilità, rivolgendosi a sistemi come il car sharing, gli unici in effetti in grado di sostenerlo nella sua nuova, speciale, quotidianità.