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Ah, come cambia il tempo: osservazioni su vita e lavoro.
Gennaio 10, 2019
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Il tempo che passa e il tempo che non basta mai. Il tempo sprecato e il tempo per se stessi. Il time to market e il time sheet.

Più di una semplice unità di misura, il tempo è ciò su cui si misura la riuscita di tutto: la produttività, il successo di un nuovo prodotto, il peso dei nostri rapporti, la nostra performance sportiva.

 

Possiamo "contare" il tempo. Ma possiamo anche misurarne la qualità? Argomenti ripassati in padella mille volte: "un'ora con nostro figlio vale come un'ora in palestra?". Sì, lo percepiamo, ma come si calcola? Quanto valgono esattamente pochi secondi, quando perdi un'asta online o quando prendi il treno?

Quanto dura un minuto dipende da quale lato della porta del bagno si è.

Artur Bloch

Il paradosso da affrontare è che "tempo di qualità" è un ossimoro. Il tempo non è di qualità, il tempo fa male. È ciò che facciamo di quel tempo, che può essere di qualità. Dare peso a ciò che si fa nel tempo e non al tempo stesso pone immediatamente quest'ultimo al secondo posto. Il dio non è più il tempo ma la vita ch si vive nel tempo stesso. Appare quindi ironico, quasi sciocco, considerare il tempo un obiettivo, in quanto esso è solo un indicatore. 

Il tema del valore del tempo è affrontato dalla filosofia ma anche dalle aziende, da molto tempo. In Italia abbiamo la scuola dell'illuminato Olivetti, mentre in epoca contemporanea tutto è stato inbrigliato in schemi codificabili come il welfare, che la fa da padrone, welfare che però ancora, qui da noi, è ben lontano dal concepire lo smart working. 

Proprio il tempo di qualità è il perno su cui ruota il dibattito della concilizione vita/lavoro: quanto dovrà passare prima che le imprese native italiane comprendano che le funzioni non strettamente produttive si possono svolgere lavorando per obiettivi, lasciando al libero arbitrio del lavoratore i modi e i tempi dei compiti? E non necessariamente nel luogo dell'azienda (ma questo non ha a che fare con il tempo, piuttosto con lo spazio). Sono ancora troppo poche le aziende in Italia a praticare lo smart working, quasi zero quelle che lo hanno annoverato fra i servizi di welfare (alla voce, per esempio, di "spese per coworking").

Il tempo di qualità è un obiettivo impegnativo, che richiede grande volontà. Magari abbiamo una preoccupazione di lavoro, ma dobbiamo concentrarci sulle parole di un nostro vecchio amico che si sta sfogando.  Tempo di qualità non è quello della redazione giornalistica che fa uscire le notizie per prima, a tutti i costi, ma non controlla le fonti e le fa scrivere con i piedi. Quel tempo guadagnato porta molti click ma non è un tempo di qualità. 

Lo spunto di riflessione è questo: il tempo non conta e conta la qualità, oggi? Siamo in grado di misurare l'impatto negativo del tempo su di noi e sulle cose che facciamo?   

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