Coaster – Coworking, coffice, bizmatching https://www.coastercowo.com Il primo coffice di Roma Tue, 17 Sep 2019 08:29:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.3 17 e 19 settembre, ore 17 in funzione solo il coffice per meeting https://www.coastercowo.com/coworking-roma/17-e-19-settembre-ore-17-in-funzione-solo-il-coffice-per-meeting/ https://www.coastercowo.com/coworking-roma/17-e-19-settembre-ore-17-in-funzione-solo-il-coffice-per-meeting/#respond Tue, 17 Sep 2019 08:29:40 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8251
A tutti i coasters e futuri tali!

Nei giorni martedì 17 e giovedì 19 settembre ospiteremo un meeting aziendale che si terrà alle 18.00, con allestimento nell'ora precedente.

Gli ospiti sono gentilmente invitati a utilizzare, a partire dalle 17.00, la zona coffice (resta fruibile normalmente il box).
Attenzione: vi preghiamo di considerare che ci sarà un certo viavai a partire da quell'ora!
Grazie per la collaborazione e forza Coaster.
I cowo manager.
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La scuola guarda avanti. Ma dallo specchietto retrovisore. https://www.coastercowo.com/coworking-roma/la-scuola-guarda-avanti-ma-dallo-specchietto-retrovisore/ https://www.coastercowo.com/coworking-roma/la-scuola-guarda-avanti-ma-dallo-specchietto-retrovisore/#respond Tue, 10 Sep 2019 15:48:26 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8235

Il concetto del titolo non è farina del nostro sacco: è preso in prestito da mc Luhan, che nel 1967 - profetico - dichiarava che l'avvento della televisione aveva creato bambini che non possono adattarsi al vecchio modello educativo. La scuola è indietro, loro sono avanti.

Parleremo di lui, oggi, del nostro sociologo del cuore, perchè ci fa capire meglio che cosa stanno combinando l'internet e il touch screen.

Mc Luhan parla della rivoluzione prodotta dall'arrivo nelle case dell'elettrodomestico "televisore": è un oggetto che "coinvolge tutti i sensi del bambino". I bambini, a partire dalla fine degli anni '60, avrebbero avuto per sempre una visione narrativa e sistemica di tutto, che potremmo dall'altro lato anche giudicare una modalità passiva di assunzione di contenuti (cosa che sorprendentemente non pensava invece mc Luhan, ma noi ne vediamo le conseguenze e lo sappiamo).

L'istituzione scuola, dall'altro lato, da lì in poi non è cambiata. Ha continuato a fornire un insegnamento segmentato fra materie diverse e fondamentalmente nozionistico. Quanto agli strumenti utilizzati: mentre la tecnologia va avanti e con essa, in modo precipitoso, anche le modalità di interazione dei giovanissimi con la realtà circostante, la scuola ha continuato a utilizzare la lavagna con il gessetto e i libri stampati. Ciò non è motivato dalla didattica ("si apprende meglio se lo leggi sulla lavagna"), bensì da una povertà del settore e principalmente da una incapacità del legislatore e del sistema nel suo complesso di stare al passo con i tempi.

I metodi di insegnamento evolvono e ci sono best practice illustri anche in Italia (l'Emilia Romagna è maestra), così come va citato tutto il fertile ambiente montessoriano olandese e così via. Il problema che ci poniamo in questo post è però diverso, riguarda la tecnologia e come essa ha mutato la struttura neuronale del cervello umano. Sono del nostro scienziato Lamberto Maffei, professore emerito di Neuroscienze alla Normale di Pisa e molto, molto altro, gli studi che confermano come il cervello stia mutando fisiologicamente. I neuroni del pensiero lento si spengono in favore dell’istintualità, il cervello umano si rimappa.

"Tecnologia e globalizzazione hanno paradossalmente creato solitudine, causata da un eccesso di stimoli, che inducono un’attività frenetica del cervello, levando spazio alla riflessione e alla libertà del pensiero, intasato dalle entrate sensoriali saturate dalle connessioni in rete e dalla televisione. È la solitudine di un cervello che in una stanza invia e riceve notizie solo attraverso messaggeri strumentali informatici, ma spesso ha perso il contatto affettivo con gli altri. Il cervello troppo connesso è un cervello solo, perché rischia di perdere gli stimoli fisiologici dell’ambiente, del sole, della realtà palpitante di vita che lo circonda".

(Lamberto Maffei, Elogio della ribellione. Il Mulino, 2016)

Chiaro che in questa era tecnologica non ci sui può aspettare che un bambino, a scuola, muti modalità di apprendimento. Qui si utilizza una famosa espressione sempre di Mc Luhan, quella dell'aquila che nuota. Nacque con riferimento ai cambiamenti portati dalla televisione, ma sono di oggi, funzionano anche per internet. Dice così:

"To expect a turn on child of the electric age to respond to the old education models is rather like expecting an eagle to swim. It's simply not within his environment, and therefore incomprehensible" (Aspettarsi che il bambino “sempre acceso” dell’era elettronica risponda ai vecchi modelli educativi è un po’ come aspettarsi che un’aquila nuoti. Semplicemente, ciò non fa parte del suo ambiente ed appare, perciò, incomprensibile). 

Il bambino dell’era di internet è lo stesso della TV, solo ancora più veloce, ancora più famelico. Figli della TV siamo anche noi che stiamo leggendo. Noi stessi abbiamo sperimentato una difficoltà nell'adattarci a un modello educativo scolastico parcellizzato e frammentato, dove le materie erano slegate, dove solo un audace professore-guru riusciva a farci innamorare. Perchè era quello o quella (solitamente di lettere, con gli occhiali tondi, appassionato di Benedetto Croce, Dostoevskij, Kerouac) che riusciva a spaziare a 360 gradi e a farci cogliere le cose nella loro pienezza e contestualizzate, dalla storia alla geografia politica fino alla narrativa. Era egli (o ella) un'eccezione, un fiore raro: per il resto, la scuola era strutturalmente priva di questa linearità, che quindi ci faceva sentire distanti e incompresi dal luogo-scuola.

Non solo: così come il bambino degli anni '60 "all’improvviso, e senza preparazione alcuna, viene strappato dal grembo freddo e inclusivo della televisione ed esposto — all’interno di un’enorme struttura burocratica fatta di corsi e credenziali — al mezzo caldo della stampa", così il bambino di internet viene strappato dai tablet e dal digitale.

I professori sono sempre più anziani, i loro allievi sono sempre più millennial. Gli strumenti sono raramente di ultima generazione (viene prima il riscaldamento, che sono due anni che non funziona). A questo si può far fronte dall'alto, virando verso una rivoluzione della scuola che tenga conto che 1) internet è in tutte le case 2) tutti i bambini hanno accesso almeno a uno smartphone 3) l'innovazione può essere anche solo nel metodo e nel processo, non necessariamente solo nella tecnologia. Basta ricordare che la necessità di un bambino di oggi (anzi, dagli anni '60 in poi) è di essere coinvolto in profondità nel processo di apprendimento, arrivando a comprendere le interconnessioni fra persone e fatti. Non solo pure nozioni, quanto piuttosto una conoscenza multidisciplinare di relazioni fra materie diverse. La capacità che il ragazzo dovrebbe sviluppare è quella di creare connessioni fra le nozioni che impara.

Il cervello dei millennials è già predisposto per questo: è abituato a creare collegamenti. Perché l'internet funziona così.

Lo sai? COASTER offre anche consulenza per lo smart working alle aziende che hanno a cuore le proprie persone, la creatività e la produttività. Parliamone! coaster@coastercowo.com.

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5 furberie per lo smart worker che vuole andare in vacanza https://www.coastercowo.com/coworking-roma/5-furberie-per-lo-smart-worker-che-vuole-andare-in-vacanza/ Thu, 01 Aug 2019 10:09:23 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8182

Alert vacanze: anche gli smart worker hanno diritto di divertirsi, ma se lo fanno con la testa è meglio. Nell'era liquida del digital, non potremo mai davvero separare la sfera privata da quella pubblica e qualche scivolone può diventare un boomerang nel lavoro.

Ecco alcune idee furbe by Coaster!
 
// 1
Diritto alla disconnessione
Se quello alla disconnessione è un diritto, allora prendiamocelo! È alquanto inutile rivendicarlo, se tutti ci vedono costantemente onlineWhatsapp è un boomerang silenzioso (in gergo: flying cucumber). Chi è che ha il vostro numero? Molti contatti di lavoro, vero? Certo, perchè avete sparso bigliettini da visita a manate come sementi su un campo. Bene, allora ricordate che l'ora della vostra connessione su Whatsapp indica che avevate il telefono in mano. Quindi nascondetela, se volete essere lasciati in pace e non rispondere subito a telefonate e email. Inoltre: configurate il caro, vecchio out of office nella mail e su WZ business. Indicatelo anche sulle pagine aziendali. 
 
// 2
Ridicolaggine
Non usate l'estate per rendervi ridicoli come 15enni sui social. Al rientro tornerete nei vostri panni di (serissimi) professionisti, ma intanto tutti avranno visto la foto profilo di voi accasciati su un fenicottero gonfiabile a un party o il tag sui social. Fateci attenzione sempre, contenendovi su foto Whatsapp, status, stories e moderando le foto che vi ritraggano pubblicate da altri. Lì per lì vi sembra di essere simpaticissimi e scanzonati, ma dall'altra parte potrebbe esserci un interlocutore prezioso per il vostro lavoro che, inevitabilmente, vi giudicherà.
 
// 3
Segreti d'ufficio
Non volete far sapere i fatti vostri a colleghi o clienti? Allora non fateli sapere. Attenzione allo status di whatsapp, alle stories, alla privacy delle foto. Impostate la moderazione per le foto con tag che vi ritraggono. Durante le cene, le feste, le situazioni imbarazzanti, verificate che cosa viene pubblicato di voi. Attenzione ai live.
 
// 4
Cattive amicizie
Non è professionale sparlare dei propri clienti, men che meno con degli sconosciuti conosciuti in vacanza. Proprio quando vi sembra di essere al sicuro e di potervi sfogare fra una risata e un Moscow Mule, arriva la gaffe. Ricordate che nell'epoca digital le informazioni girano e girano veloci.
 
// 5
Non siamo tutti in vacanza
Se voi siete in vacanza, non è detto che tutto il mondo lo sia. Se fate una telefonata di lavoro ricordate che dall'altra parte c'è una persona a cui non frega un fico secco che siate a bagno. Quindi contenete euforia, racconti entusiastici e dettagli imbarazzanti tipo: "scusa, non sento bene perchè sono davanti al Machu Pichu". Cioè, a lui non frega niente, capito? Meglio un "Sono in vacanza e non prende bene, ma domani/ il 10/ il 20 ti mando tutto".
In sostanza, teniamo sempre a mente che il web ci dà una finta libertà di espressione e una assolutamente nulla privacy. Non possiamo e non dobbiamo essere liberi sui social perchè siamo in piazza. Quindi, evitiamo di fare tutto ciò che non faremmo in una piazza. 
Per tutto il resto c'è la sacrosanta vita privata. 
Vieni da Coaster: siamo aperti sempre, all'infuori della settimana di ferragosto! Puoi anche prenotare qui: coaster@coastercowo.com.
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Le app per l’ estate? Sono made in Italy! https://www.coastercowo.com/coworking-roma/le-app-per-l-estate-sono-made-in-italy/ Thu, 25 Jul 2019 13:36:22 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8162
Parliamo di app per lo sharing: ma davvero nei nostri telefoni ci sono sempre e solo prodotti stranieri? Abbiamo spulciato l'elenco delle startup innovative italiane per vedere a che punto siamo. La missione: trovare le app più belle per l'estate, fatte in Italia.
Sorpresa: scopriamo una varietà di prodotti digitali tutti nostrani assolutamente competitivi a livello internazionale. Il turismo, poi, è dovrebbe essere la nostra industria trainante.

Attenzione. Quando menzioniamo l'Italia al confronto con i "maggiori produttori" di app, intendiamo i maggiori in termini di dimensione del settore nel rispettivo paese. Bisogna poi considerare che esiste un'altra classifica, quella delle app di maggior successo, le Digital 100. Quelle, insomma, che possono non tener conto dell'evoluzione del settore nel singolo paese e che possono costituire anche delle unicità. Questo succede, per esempio, con prodotti giapponesi od olandesi, che invece quanto a quantità e sviluppo delle aziende digital sono dopo l'italia. In pratica, noi abbiamo più aziende del settore rispetto a loro, ma loro hanno dei cavalli vincenti.

Abbiamo dato uno sguardo approfondito all'elenco delle startup innovative del registro delle imprese, dove abbiamo trovato aziende digital che hanno sfornato una serie di app e web app, scaricabili gratuitamente, che ci sembrano davvero calzanti per l'estate.

È proprio il momento adatto per provarle e per dare spazio a giovani e meno giovani che stanno facendo qualcosa di nuovo nella nostra Italia che ci pare sempre un po' arretrata.

Scoprite questi must have per il vostro agosto e tutti orgogliosamente tricolori: ecco la nostra top-ten!

//1

SMANAPP

Hai a portata di mano tutto ciò che ti occorre per viaggiare in sicurezza: ti segnala servizi, utilità, studi medici, farmacie, ma anche meccanici, benzinai, pericoli sul percorso. Insomma: indispensabile se si viaggia, soprattutto con veicoli propri oppure da sole traveller.

//2

MOODSAPP

Sei in una città italiana che non conosci, hai voglia di fare attività sportive, ludiche, enogastronomiche ma... sei solo. Apri la app e cerca persone che condividono i tuoi stessi interessi con cui organizzare qualcosa! Nasce dall'idea di un gruppo di 5 amici di Bologna e Milano ma "un grande contributo è stato dato dai primi utenti iscritti". La prima versione è stata pubblicata ad Aprile 2017 ed oggi la Community conta 7.340 iscritti.

//3

TABLO

Una volta ero in viaggio in Spagna con un caro amico. Dopo musei, cene, passeggiate e gite, al quarto giorno di io e tu, tu e io, da compagni di viaggio iniziavamo a sentirci compagni di cella. Abbiamo cercato una app per trovare qualcuno a cui unirci ma... nello store esistevano solo dating app! Oggi, invece, per chi viaggia solo o, semplicemente, per chi vuole fare amiciza in loco, Tablo è un'ottima soluzione: ti aggreghi online a un tavolo in un locale per un aperitivo oppure per un pranzo in compagnia. Non c'è imbarazzo: nessuno dei partecipanti si conosce! Scegli in base a prossimità, interessi dei partecipanti oppure in base al locale e presentati direttamente all'ora stabilita. Puoi anche chattare con il gruppo per informazioni logistiche o per conoscersi un po' prima.

//4

XCEED

Passiamo al divertimento a livelli serissimi: sei in giro, cerchi una festa, un evento musicale o una serata in una discoteca da urlo. Usa Xceed e trova party ed eventi in giro per l'Europa inserendoti direttamente in lista. Amazing nights, recita il sito: è questa la missione, che quindi fa discostare la app dalle consuete applicazioni per eventi locali.

//5

SAILSQUARE e SAILUP

Entrambe le piattaforme sono italiane (ve ne sono anche altre: ci mancherebbe altro, siamo nel paese del mare!) e assolvono a una funzione: trovare un posto in barca. A vela, a motore, come si vuole, per le mete più disparate. Puoi farlo con il tuo gruppo, oppure unirti a barche quasi complete con sconosciuti. In termini di esperienza di utilizzo ("UX"), fra i due riteniamo Sail Up più votato al last minute, mentre Sail Square è pensato per una maggiore programmazione.

//6

ZONZOFOX

Un cicerone tascabile, in grado di fornirti tutte le informazioni turistiche su una città. Individua facilmente (e raggiungi con i mezzi pubblici!) monumenti e luoghi di interesse, scopri strade e ristoranti, scegli dove dormire. Da usare per "girovagare", letteralmente, nelle città italiane lasciandosi guidare e approfittando dei consigli "indigeni" su dove mangiare o dormire.

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MAMMAITALIA FOOD

La app per cucinare italiano trovando gli ingredienti nostrani in loco. Con Mammaitalia Food preparerai degli spaghetti che lì, ovunque tu sia, nemmeno si sognano e trasformerai il tuo flirt estivo in una conquista. Dopo cena, lei o lui non potranno che seguirti fino in Italia (quindi rifletti bene prima di scaricarla).  Ecco come funziona: "Entra in contatto con altri Italian Food Lovers come te / Scopri la storia, la tradizione, le ricette della vera cucina italiana / Ciò che non trovi attorno a te, puoi acquistarlo online e riceverlo a casa / Trova attorno a te i prodotti che ami, anche se ti trovi all’estero / Puoi cercare dall’olio alla pasta, capire dove si trova il tuo marchio preferito ed andare in negozio ad acquistarlo".

//8

AFFITTOGIARDINO

 


Ma perchè ci interessa un sito di sharing per giardini? Perchè ovunque tu sia puoi organizzare un barbecue o fare un tuffo in piscina, no? Affittogiardino suona più come una costola di AirBnB che si interseca con i siti di day break e daiily hotel ed è la costola che mancava.

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AERMES

Mentre sei in viaggio trasporta pacchi e guadagna qualcosa! L'idea di partenza è semplice: giacchè devi andare dal punto A al punto B per vacanza, carica in auto lettere e pacchetti e consegnali. Ok, spiegata come abbiamo fatto noi sembra una serie Netflix sul narcotraffico. Non è altro, invece, che un naturale spin off del car sharing. Cliccare per credere.

//10

SPEEDVACANZE

Non solo single: con questo sito anche due amici possono trovare una vacanza di gruppo per condividere attività, cene, divertimento con altre persone e non subire "l'effetto vacanza in Spagna" descritto al punto 3.

Barca a vela, località marittime, trekking e viaggi avventura, soprattutto tante crociere, sono contemplati in elenco: enjoy!

Utilizzare queste app darà una mano agli sviluppatori a migliorare sempre di più e, quindi, a far crescere anche il settore digital nel nostro paese, migliorando fra l'altro la nostra esperienza turistica. 

Se hai in mente una app simile, ma non hai i messi per svilupparla, chiedi info sul microcredito qui: coaster@coastercowo.com. Ci occupiamo di tutto per te!

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Siamo stati sulla Luna, ma non ci crediamo: psicologia della cospirazione nell’epoca di Elon Musk. https://www.coastercowo.com/coworking-roma/siamo-stati-sulla-luna-ma-non-ci-crediamo-psicologia-della-cospirazione-nellepoca-di-elon-musk/ https://www.coastercowo.com/coworking-roma/siamo-stati-sulla-luna-ma-non-ci-crediamo-psicologia-della-cospirazione-nellepoca-di-elon-musk/#respond Thu, 18 Jul 2019 08:25:20 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8109

Abbiamo celebrato da pochi giorni il primo allunaggio. Chi c'era si è commosso, chi non c'era avrebbe voluto esserci per seguirlo in diretta. E ci emoziona sempre, perchè riguarda tutti noi che siamo sul Globo.

Già, perchè non solo la Terra è tonda, ma siamo pure stati sulla Luna! Notate come siamo riusciti a smentire due teorie cospirazioniste in una sola frase?

Tutti sapete che alcuni minus habens ritengono che non siamo mai stati sulla Luna, ma forse non conoscete tutte le altre teorie del complotto lunare, che per completezza elenchiamo qui di seguito:

Ma perchè?

Perchè le persone utilizzano tablet, guidano auto super-veloci, assistono a operazioni di microchirurgia robotica e non pensano che un veicolo - in un momento storico in cui la tecnologia lo permetteva tranquillamente - abbia superato l'atmosfera poggiandosi su una formazione rocciosa che poi non è così lontana da noi?

Mentre Elon Musk ci porta a passeggio nello spazio, gli enti internazionali collaborano con i privati per raggiungere insieme nuovi traguardi per l'uomo: il primo che ci arriva li condivide con il resto della Terra.

È una questione di sviluppo dell'umanità: non un primato.

Quando da qualche parte sulla Terra si raggiunge una nuova conoscenza tale da mutare l'idea del mondo così come lo conosciamo, significa che quella conoscenza è già di tutti, pure se non è stata ancora condivisa. Significa che almeno un uomo - dunque, l'umanità - ci è arrivato. Quando un essere umano ha messo piede sulla Luna, significa che l'intera nostra specie ha raggiunto quel traguardo.

Quando si arriva a un punto come questo possono verificarsi una serie di eventi, legati per lo più alla diffusione e all'utilizzo di una certa scoperta, a seguito dei quali il mondo può cambiare in modo significativo. Cambia il paradigma. Cambi di paradigma, per esempio, si sono avuto con internet, prima ancora con la polvere da sparo.

Le teorie cospirative sono un fenomeno di massa amplificato dal web - il dramma connaturato all'esistere stesso del web - che nasce per un subdolo meccanismo di natura psicologica. Lo conferma uno studio pubblicato nel 2010 da The Psychologist, secondo cui la crisi, il terrorismo e i disastri naturali sono qualcosa che ci fa sentire inermi, perchè ben poco potere abbiamo quando accadono e anche dopo, nel gestirne le conseguenze. In questi momenti di incertezza e impotenza, si attiva l'amigdala.

Paul Whalen, uno scienziato del Dartmouth College che studia per l'appunto questa parte del nostro cervello, spiega che essa sostanzialmente in quei casi dà un innesco a tutto l'organo del pensiero, obbligandolo a "sistemare le cose che non gli tornano" per rendere tutta una storia controllabile e plausibile. In pratica: visto che certe cose sono fuori dalla nostra comprensione e spaventose, incontrollabili, il cervello le rimette in ordine colmando i buchi. Quindi inventa nemici immaginari, trova dei colpevoli, utilizza artifizi per leggere il racconto in modo coerente.

È chiaro che ha più buchi chi possiede meno informazioni. Dunque chi è più ignorante. Ecco perchè l'ignorante tende di più a credere a teorie cospirazioniste. Se io sono ingegnere aerospaziale è probabile che non abbia dubbi sulla capacità di un veivolo di raggiungere un corpo fuori dalla nostra atmosfera. Va detto, per dovere di cronaca, che in alcuni paesi, come gli Stati Uniti, il 60% degli elettori crede almeno a un complotto e, pare, uniformemente rispetto a ceto sociale o livello di studi.

La nostra idea è che, quando si parla di ignoranza, vada considerata quella che potremmo definire "comportamentale". Ignoro qualcosa perchè sono troppo pigro, arrogante, stupido per andare ad approfondire. Anche se ho portato a casa una laurea con il massimo dei voti.

Potreste trovare ancora più sostenibile questo concetto espresso dalla storica Kathryn Olmsted della University of California, che afferma che le teorie cospirative non esisterebbero se nel mondo non vi fossero delle vere cospirazioni. Insomma: a volte, a pensar male, si fa bene.

Se le origini del cospirazionismo sono chiare, ora bisogna indagarne gli effetti. In un sistema interconnesso, in cui le informazioni sono diffuse alla velocità della luce, quali sono gli effetti reali di un fenomeno di ignoranza di tale portata? E che cosa possiamo fare, noi sani di mente, per fermare chi non crede all'allunaggio, chi non fa vaccinare i propri figli, chi mette a rischio tutti noi con le proprie fandonie?

Iniziamo con il togliere loro la voce. Non amplifichiamola. Non alimentiamole nemmeno con il dibattito, certe facezie. Istruiamo i bambini a trovare da soli gli strumenti per scoprire la verità. Insegniamo loro a distinguere le fonti autorevoli. A studiare.  Non alimentiamo l'industria del complotto guardando video e programmi, leggendo libri, che sostengono teorie come questa (se non a ufo e a scopo informativo, sia chiaro).

E facciamo infine un esame di coscienza: siamo davvero immuni, anche noi, dalle teorie del complotto? O ce n'è qualcuna che ha coinvolto anche noi e ci siamo cascati come dei polli?

 

 

 

 

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Semiolab: l’università entra nei coworking con Tiziana Barone https://www.coastercowo.com/coworking-roma/semiolab-luniversita-entra-nei-coworking-con-tiziana-barone/ Tue, 02 Jul 2019 13:07:42 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8084

COASTER è stato fra i protagonisti del #Semiolab2019 di Tiziana Barone, nostra coworker ed esperta di semiotica dell'Università La Sapienza di Roma!

Il #semiolab2019 ha avuto l’intento di indagare semioticamente i testi spaziali del B2B. Partendo dal concetto di “Innovazione” il semioteam (composto da alcuni studenti del corso di Organizzazione e Marketing della Sapienza e dalla tutor Tiziana Barone) ha effettuato principalmente rilevazioni etnografiche al fine di riscontrare come questo concetto venga applicato allo spazio, per motivarne l’impatto sulle nuove pratiche di lavoro rispetto al concetto  di “Benessere”.

Sono stati presi in esami quattro spazi di lavoro sul territorio romano: COASTER, eFM, Impact Hub, TAG.

Con Coaster, inoltre, è stato organizzato un evento chiave a chiusura del #semiolab2019: quello con Ahmed Barkhia per parlare di semiotica e innovazione.

Per quanto riguarda invece i risultati della ricerca, saranno illustrati da Coaster il 9 luglio con un evento ad hoc! Vi aspettiamo alle 19.00.

 

COASTER: Tiziana, che cos'è esattamente il semiolab?

TIZIANA BARONE: Dopo 5 anni di continui esperimenti accademici sulla tematica della semiotica dello spazio espositivo (commerciale e museale), quest’anno abbiamo voluto dargli un ambiente di sviluppo più strutturato. È così che è nato il #semiolab! Un format di ricerca messo a punto tramite un project-work che ha voluto indagare semioticamente gli spazi di lavoro condiviso usati nel B2B.
Da una ricognizione bibliografica ho visto che almeno in Italia, e nel nostro periodo storico non ci sono ricerche che trattano in maniera approfondita questo aspetto. Nella considerazione che gli spazi di lavoro, essendo vissuti e praticati per gran parte della
giornata, incidono con le loro caratteristiche, sulla produttività del lavoratore e soprattutto sulla qualità di vita della persona (il “lavoratore” è solo uno dei ruoli della soggettività umana).
Ho deciso pertanto di affrontare scientificamente questa sfida impostando dei veri e propri step di ricerca.

 

C: Nella pratica che cosa avete fatto? 

TB: Siamo partiti dal concetto linguistico di “Innovazione”. I dati sono stati raccolti con metodo etnografico su di un corpus precostituito secondo criteri di pertinenza scientifica su alcune aziende romane, e poi elaborati secondo la metodologia semiotica.
Sono stati realizzati tre momenti di incontro con tre professionisti che ci hanno permesso di capire davvero che significa innovazione:

1. Meet up con il “testimonial” del concetto di innovazione;
2. Applicazione del metodo Lego Sirious Play alla linguistica;
3. Semiotica del progetto editoriale;

 

C: Risultato?

TB: abbiamo raggiunto l’obiettivo! Siamo stati in grado di riscontrare effettivamente come questo concetto di innovazione venga applicato allo spazio (dobbiamo ancora implementare la ricerca con la parte quantitativa), seppur valorizzato differentemente dalle aziende e  dallo spazio stesso in modo da motivare e misurare l’impatto sulle nuove pratiche di lavoro rispetto a quello che è il concetto di “Benessere”, delineando le implicazioni in termini di “Wellness lavorativo”.

Insomma, anche la ricerca dimostra che uno degli elementi chiave dello smart working è elemento essenziale per il benessere, dunque potenzialmente anche del welfare aziendale (ricorderete senz'altro Space Workers).

Vuoi scambiare due chiacchiere con Tiziana Barone // PHD Semiotics Marketing Analyst ? La trovi da Coaster!

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Influencer: colpevoli! L’assurda storia del Fyre Festival. https://www.coastercowo.com/coworking-roma/influencer-colpevoli-lassurda-storia-del-fyre-festival/ Wed, 26 Jun 2019 16:08:45 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8065

Ben raccontato da due documentari, il FYRE Festival è un evento che non si è mai tenuto. La magnifica rappresentazione di una caduta, dovuta a un megamostro fatto da superbia, tecnologia ed effetti dei media, dove Instagram è inequivocabilmente fra i colpevoli.

Per chi non avesse già incontrato prima questa vicenda, suggeriamo la visione di "Fyre - La più grande festa mai avvenuta", prodotto da Netflix,  che con il suo ottimo climax è il modo più suggestivo e angosciante per entrare nei fatti. Si percepiscono passo per passo la tensione e l'adrenalina della corsa verso la rovina.

Wikipedia viene incontro a coloro che non sono ancora edotti. Il bello sta nella prima riga di testo: "Il Fyre Festival fu un festival musicale che si sarebbe dovuto svolgere nell'isola bahamense di Great Exuma, per due settimane da aprile a maggio 2017".

fu un festival - che si sarebbe dovuto svolgere.

Per la precisione:

Organizzato dall'imprenditore Billy McFarland, fondatore della Fyre Media, e dal rapper Ja Rule, per promuovere un'applicazione musicale dell'azienda di McFarland, l'evento è stato promosso come un festival all'insegna del lusso e della musica. Per la sua promozione è stata messa in piedi un'enorme campagna mediatica su Instagram, anche per il tramite di vari "influencer", tra cui le modelle Kendall JennerBella HadidEmily Ratajkowski, e altre personalità del mondo dello spettacolo.[1] Il festival tuttavia si rivelò un completo fallimento. Durante la prima settimana di inaugurazione, l'evento riportò numerosi problemi relativi alla sicurezza, agli alloggi per gli ospiti e alla presenza degli artisti al festival. In seguito, il festival fu rinviato a tempo indeterminato, dopo che alcuni partecipanti erano arrivati sull'isola, trovando solo tende e panini preconfezionati, invece delle ville di lusso e pasti da gourmet che erano stati promessi al momento del pagamento per l'ammissione all'evento.[2][3]

La portata del disastro è immane: a pochi minuti dall'arrivo dei ricchi ospiti riccamente paganti, nulla è pronto: perchè il festival, semplicemente, non esiste.

Gli organizzatori non hanno fatto in tempo a fare niente, hanno dissipato tutto il budget in cretinate, ma al posto di annullare l'evento e rimborsare  i partecipanti (oramai i fondi erano evaporati) hanno preferito andare fino in fondo al grido di "almeno non potete dire che non lo abbiamo fatto", affrontando la rovina a petto in fuori come dei polli.

Fyre viene definito, un po' ovunque, "una truffa". Tuttavia, osservando gli step che dalle origini hanno condotto al ridicolo epilogo, non si riesce a definirlo tale. Non c'è un furto per arricchirsi: appare più come una cosa che è andata a rotoli mentre chi poteva fermarla non lo faceva, spingendola anzi, ancora più velocemente mentre travolgeva tutto e tutti. Un eccesso di cialtronaggine ha portato gli organizzatori a perdere la testa e a perdere pure che possedevano, che hanno sperperato, dissanguando la loro azienda digitale, che era in crescita vertiginosa, piena di gente in gamba e una nuova app pronta per sbancare.

L'operazione prevedeva un capitale iniziale per l'avvio delle operazioni e poi la prevendita dei biglietti (prezzi da ricchi) per autofinanziare il festival, con il quale avrebbero annunciato il lancio della nuova app. Come si è detto, invece, i fondi sono stati sprecati e le risorse umane sono state tutte distolte dal core business, che era lo sviluppo, per essere concentrate sull'evento.

Spavalderia, superbia, stupidità sono le ragioni profonde di questo fallimento. Il Fyre Festival ha potuto arrivare dove è arrivato perchè era basato su un frontman popolare e credibile e sulle top Instagram Influencer. Sono proprio loro a dare la spinta al tutto. Instagram - o meglio, il sistema Instagram - è fra i colpevoli, perchè è proprio l'elemento che ha trasformato in vera una cosa che era falsa.

Studiando questo fatto esemplare dalle moltissime fonti web, quasi ci diverte osservare da spettatori questo delirio di onnipotenza che porta a sperperi adolescenziali e al drenaggio brutale della software house sana, con gli organizzatori incapaci di cogliere gli avvertimenti, di sapere quando fermarsi, di fermarsi.

Ma la miccia è stata una e una sola. Nel documentario di Netflix il rapporto causa-effetto è molto ben illustrato: il successo del Fyre Festival - che poi diventa un fallimento perchè non si fa - si basa sul coinvolgimento di Instagram influencer che garantissero il sold out dei biglietti. Negoziato un prezzo e stabilito il content, questo è stato pubblicato da tutte contemporaneamente in una data ben precisa. Da lì, l'inizio la fine. Fyre è diventato vero, quindi da quel momento preciso la gente ha cominciato a pagare e il processo è cominciato.

Questa vicenda dà un sottile fremito a tutti: quante volte, nell'organizzare un evento, nel promettere il rispetto di una scadenza a un cliente, nell'assicurare la vittoria in tribunale, abbiamo paura di non farcela e di aver mentito? Quando rischiamo sappiamo quand'è il momento di fermarci? Ebbene, il momento è quando si verificano certe condizioni che abbiamo già previsto. Tutto sta a ponderarlo, questo rischio. A pianficare e a visualizzare sempre le ipotesi peggiori, individuando già i correttivi o la exit. Insomma, non siamo stupidi se qualcosa va storto, siamo stupidi se pensiamo che non possa accadere. Le cose possono anche non funzionare, ma dobbiamo sapere sempre prima esattamente cosa fare. 

La storia porta a galla un tema attuale, quello della responsabilità di chi ha un seguito rilevante sul web. "Rilevante"? Lo è se può influenzare l'opinione pubblica, una massa, una comunità. L'influencer deve preoccuparsi non solo ab origine, ma anche dopo, dei contenuti che pubblica e ha il dovere di verificare che ci sia aderenza fra messaggio e realtà. Perchè se viene pagato è nella sfera del professionismo, in un contesto in cui non viaggia solo, ma è una delle ruote di una macchina ben più complessa di promozione che determina la credibilità o meno di un fatto.

Lo dice il nome: l'influencer "influenza". Ha il dovere dell'accertamento, ha una responsabilità in quello che succede, verso se stesso e verso gli altri.

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Neuromarketing: a settembre il prestigioso corso del CUI organizzato insieme a Coaster! https://www.coastercowo.com/coworking-roma/neuromarketing-a-settembre-il-prestigioso-corso-del-cui-organizzato-insieme-a-coaster/ Tue, 25 Jun 2019 07:47:04 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=8052

Si terrà a settembre l'edizione romana del corso intensivo in neuromarketing del CUI - Centro Universitario Internazionale, che vanta fra i docenti le eccellenze europee nel settore. Coaster si occupa della segreteria organizzativa!

Il crescente impiego di tecniche avanzate per catturare l’interesse dei consumatori richiede agli specialisti del marketing nuove competenze che spaziano dal funzionamento generale del sistema nervoso fino all'uso di modelli d’analisi di dati particolarmente raffinati. Tali competenze sono necessarie in particolare per coloro che si occupano di consulenza strategica e commerciale, di comunicazione pubblicitaria, di social media marketing, di servizi per il mantenimento e sviluppo del valore del brand, di employer branding, del retail.

L'evoluzione dei metodi d'indagine del comportamento d'acquisto dei consumatori basati sulle neurotecnologie costituisce per le imprese un’opportunità innovativa per migliorare la visibilità del brand, ottimizzare le campagne promozionali e pubblicitarie e aumentare la redditività. La conoscenza delle basi scientifiche e l'uso delle neurotecnologie è quindi di grande rilievo e viene trattato dal master ai massimi livelli scientifici, ma anche con un approccio concreto e immediato.

Lo scopo del corso intensivo è di formare professionisti che operano principalmente nel marketing, siano questi dipendenti delle imprese, freelancer o società di consulenza, così come neolaureati, dotandoli di uno strumento estremamente innovativo: la conoscenza dei benefici economici derivanti dall'analisi puntuale e oggettiva del comportamento implicito delle persone rilevabile sia tramite le più avanzate tecnologie, sia con l’analisi di dati digitali o big data.

Il corso ha quindi l'obiettivo di aumentare l’autonomia professionale dei partecipanti nel campo delle neurotecnologie, mettendoli nelle condizioni di ideare ricerche specifiche e innovative in diversi ambiti.

Coaster è segreteria organizzativa per l'edizione di Roma, che si terrà a settembre in due formule: infrasettimanale e weekend. Per chi prenota un posto entro il 30 luglio è previsto una consistente agevolazione. Inoltre, i privati godono di un ulteriore importante vantaggio nel costo!

Per info: COASTER, 06 96527893 / coaster@coastercowo.com

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Tinder e altre dating app: e si lavora pure! https://www.coastercowo.com/coworking-roma/tinder-e-altre-dating-app-lavoro/ Wed, 12 Jun 2019 14:15:55 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=7818

Per un single contemporaneo, le dating app sono quasi un accessorio indispensabile: una giornata "smart", fatta di nessun orario dove gli amici sono sempre quelli e la possibilità di nuovi incontri è funestata da una colposa diffidenza sociale verso lo sconosciuto che ci abborda in treno. È la swipe life.

È Tinder il padrone indiscusso della scena: molto social, quasi glam, sdoganatissimo all'estero, sempre più accettato in Italia.  Talmente popolare da divenire (quasi) affidabile: "È troppo utilizzato perchè una persona impegnata ci metta la faccia", è il parere di alcuni nostri coworker. "Se cerchi avventure clandestine, sono altre le app da usare". Spopolano, per i fedifraghi, app minori e sotterranee. Ma anche Lovoo e Badoo, che restano appannaggio di chi cerca avventure.

OkCupid e Meetic usano l'approccio delle agenzie matrimoniali: chiedono di personalizzare numerosi parametri, alla ricerca di un match fra anime gemelle: chi "perde tempo" a configurarle, forse sta cercando qualcosa in più. Oppure, più semplicemente, non sa che a fornire più dettagli restringe il campo e riduce le compatibilità.

The Inner Circle - selecting dating,  invece, è quello che definiamo "il depuratore di Linkedin". Una dating app basata sui profili di Linkedin: impossibile restare anonimi, necessariamente sinceri su quello che si fa per vivere, Inner Circle nasce per "portare" fuori dalla piattaforma professionale l'abbordaggio, che sta appestando e snaturando anche quel social. "Almeno la metà delle richieste di contatto che mi arrivano su Linkedin vengono da perfetti sconosciuti che poi, dopo avermi agganciata, iniziano a farmi domande personali e battutine. Insomma: è chiaro sin da subito che non sono le mie competenze a interessarli", ci racconta una nostra coworker consulente.

A fare la differenza fra Tinder e queste app è l'argoritmo, che Tinder stesso definisce "aperto".  A maglie larghe, intende dire. Il sistema, infatti, non chiede molte informazioni e lo fa perchè funziona in base a posizione e comportamento degli utenti. Un po' come fanno Spotify e Netflix. Miglioro la tua esperienza interpretando i tuoi gusti in base alle tue scelte. Non solo: favorisco gli utenti che utilizzano maggiormente la app.

Qui di seguito riportiamo un estratto dell'articolo di VOX.com, scopiazzato un po' in tutto il web. Se ti serve la traduzione, la puoi trovare a questo link di Repubblica (che è fra i suddetti copisti e non lo cita nemmeno).

In March 2019, Tinder published a blog post explaining that this Elo score was “old news” and outdated, paling in comparison to its new “cutting-edge technology.” What that technology is exactly is explained only in broad terms, but it sounds like the Elo score evolved once Tinder had enough users with enough user history to predict who would like whom, based solely on the ways users select many of the same profiles as other users who are similar to them, and the way one user’s behavior can predict another’s, without ranking people in an explicitly competitive way. (This is very similar to the process Hinge uses, explained further down, and maybe not a coincidence that Tinder’s parent company, Match, acquired Hinge in February 2019.)

But it’s hard to deny that the process still depends a lot on physical appearance. The app is constantly updated to allow people to put more photos on their profile, and to make photos display larger in the interface, and there is no real incentive to add much personal information. Most users keep bios brief, and some take advantage of Spotify and Instagram integrations that let them add more context without actually putting in any additional information themselves.

Abbiamo osservato un curioso fenomeno.

Se qualcuno usa Linkedin per cuccare, altri usano Tinder (e co.) per lavorare. Un altro coworker ci rivela di aver ingaggiato più volte delle venditrici di integratori.

"Mettono in mostra il corpo, ti agganciano, poi al primo complimento ti dicono che sono così perchè fanno una vita sana, una dieta sana, usano integratori, poi te li propongono. Un funnel!".

Ci mostra una chat: è puro direct marketing. Nella parte maschile delle app, invece, pare si annidino numerosi promotori finanziari.

"Cerchi un appuntamento e ti ritrovi con un piano di risparmio"

dice garrula una coworker. E quindi decidiamo di parlarne con un suo contatto di Tinder che l'ha abbordata proprio così (ora sono amici: fra persone intelligenti sulla cosa si può ridere).

"È un modo come un altro per fare networking" ci dice. "Lavoro per un grande gruppo bancario con prodotti per i privati. Divido il mio tempo in una serie di attività: il golf, i circoli, i locali, i social network, le dating app. Tutto è utile per alimentare la rete. Uscire con una donna conosciuta così non ha solo il vantaggio intrinseco di farmi conoscere una persona, ma anche di avere un potenziale lead".

Gli chiediamo: ma queste persone non si sentono "usate"? In fondo sono lì per un altro motivo.

"No, perchè siamo entrambi lì per questo. Io sono single, la cosa può comunque nascere. Però chiarisco subito che uso la app con un doppio scopo. Lo dico espressamente a tutte: io sono qui anche per lavoro. Così se fra noi non nasce qualcosa, oppure non continua, io intanto ho ampliato la mia rete, con nuovi contatti social e nuove email a cui inviare le mie proposte commerciali".

Infine, una annotazione: frequentare le dating app dà modo anche di esplorare molto velocemente il panorama, confrontandosi con l'altro sesso con un elevato turnover: scarsamente time consuming, fornisce tante informazioni. Parlare con molte persone, sfiorando la confidenza che si può creare grazie al diaframma della tastiera, ci dà informazioni che possono tornare utili nelle relazioni, anche quelle lavorative.

Scoprire quanto può essere timido e impacciato un top manager è una epifania. Al prossimo meeting con un grande cliente sarai molto più rilassata.

Vieni a parlare dei tuoi swipe da Coaster! Qui non ci sono tabù. E oltre al lavoro c'è di più. Un'ora di coffice costa solo 5 Euro e hai tutto incluso, anche la colazione.

 

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Coaster partecipa all’evento Reimagining Education della John Cabot University di Roma https://www.coastercowo.com/coworking-roma/coaster-partecipa-allevento-reimagining-education-della-john-cabot-university-di-roma/ Fri, 07 Jun 2019 14:20:29 +0000 https://www.coastercowo.com/?p=7811

Anche Coaster fra i nomi che il 14 giugno esporranno all'evento sull'innovazione REIMAGINING EDUCATION: L’INNOVAZIONE ALLA CONQUISTA DEL SETTORE EDUCATIVO, organizzato dalla prestigiosa università John Cabot di Roma.

Il 14 giugno parteciperemo come espositori, con uno stand super smart, per parlare agli studenti e non solo di coworking come luogo per l'apprendimento dell'autoimprenditorialità.

Reimagining Education è infatti una importante fiera dell’innovazione, della tecnologia e della creatività applicate all’educazione. Tra i presenti vi saranno alcuni dei maggiori esponenti ed innovatori del settore educativo.

Promuovere le iniziative degli innovatori creativi e tecnologici nel campo dell’educazione, con l’obiettivo di favorirne le condizioni e ampliarne gli orizzonti: queste le finalità dell’evento “Reimagining Education”, una fiera dove oltre 20 espositori faranno conoscere al pubblico le loro iniziative.
Co-organizzato dall’Institute for Entrepreneurship, l’Osservatorio Cultura e Lavoro e Insegnare per l’Italia, la fiera sarà aperta a operatori del settore, docenti, dirigenti scolastici, genitori, in sintesi tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei giovani.

“Le sfide del XXI secolo sono molto complesse, è indispensabile affrontarle puntando sull’istruzione e mettendo a sistema le competenze del paese”

commenta Silvia Pulino, docente e direttrice dell’Institute for Entrepreneurship.

La giornata inizierà con una tavola rotonda in cui esponenti del mondo dell’istruzione, del lavoro e dell’innovazione, metteranno a fuoco le sfide specifiche, fornendo spunti di riflessione sulle soluzioni possibili.

Parteciperanno:

  • Marta Bertolai, Enactus Italy;
  • Enrica Cornaglia, Ashoka Italia;
  • Maria Di Saverio, INAPP Public Policy Innovation;
  • Mirta Michilli, Fondazione Mondo Digitale;
  • Andrea Pastorelli, Teach for Italy/Insegnare per l’Italia;
  • Antonella Salvatore, Osservatorio Cultura e Lavoro.

Ad esporre saranno startup e organizzazioni che ambiscono a lasciare un’impronta nel mondo dell’educazione. Coaster è fra questi, in rappresentanza del mondo degli spazi di coworking, luogo di concreto apprendimento dell'autoimprenditorialità, connettore fra mondo dello studio e mondo imprenditoriale.

Questo evento fa parte dell’ “Entrepreneurial Journey”, un progetto della John Cabot University volto alla autoimprenditorialità in tutte le sue diverse sfaccettature, che coinvolge una vasta rete di atenei, acceleratori e investitori. L’Entrepreneurial Journey è
patrocinato dall’Associazione nazionale giovani innovatori (Angi). Partecipano come partner Ampioraggio, BAIA, CambiaMenti, CRMpartners, Dock3, Gamification Lab, Impactscool, Junior Achievement Lazio, Lazio Innova, Lead Lab Roma, LUISS Enlabs,
LVenture Group, Messagenius, Moovenda, Osservatorio Cultura e Lavoro, Plug and Play, Roma Startup, Sicheo, Startups Without Borders, Teach for Italy, To Be srl, Young Women Network.

Reimagining Education si terrà a Roma il 14 giugno, nel Tiber campus della John Cabot University, in Lungotevere Raffaello Sanzio, 12, a Trastevere.

JOHN CABOT UNIVERSITY

La John Cabot University è la principale università americana in Italia. Si distingue per l’eccellenza accademica e l’internazionalità del corpo docente e degli studenti, che rappresentano oltre 70 paesi. La JCU unisce l’approccio pragmatico allo studio teorico e privilegia uno stretto rapporto con il mondo del lavoro, prestando grande attenzione agli sbocchi professionali per gli studenti che scelgono di iniziare una carriera dopo la laurea anziché proseguire gli studi. L’università rilascia il titolo di Bachelor of Arts (B.A.),
che corrisponde a una laurea di primo livello.

John Cabot University

Roma, via della Lungara 233 - 00165
www.johncabot.edu

 

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